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7 riflessioni a voce alta su Bari-Cesena

1.

Piccola premessa prima di cominciare: è calcio d’agosto. Bari- Cesena termina 3-0 ma non bisogna dimenticare che, spesso, il calcio estivo trae in inganno. Tra preparazione nelle gambe, mercato ancora aperto e rose da completare: per questo le partite d’agosto non possono essere considerate attendibili al 100%.

2.

Sarà anche calcio d’agosto ma il Bari ha messo a segno un tris non indifferente in questo torrido agosto: battute Parma, Cremonese e Cesena, tre squadre considerate di alta fascia nel campionato di Serie B. Mister Grosso non poteva chiedere di meglio. Sono arrivati tre risultati positivi, figli di prestazioni convincenti. Un inizio così, tra Coppa Italia e campionato, non si vedeva da tempo.

3.

Bisogna spendere due parole su mister Grosso, arrivato a Bari in sordina e senza grandi aspettative. In conferenza non si scompone e spesso ripete, quasi come una cantilena, la sua idea di calcio: al centro c’è la parola lavoro. Ha preso una squadra distrutta sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico ed emotivo. Ha trasformato un brutto anatroccolo in un cigno che sta provando a spiccare il volo. Passaggi veloci, ricerca del possesso palla e squadra corta: queste le indicazioni tattiche su cui sta nascendo il nuovo Bari.

4.

Dopo un 3-0 bisogna spendere qualche parola anche sui singoli: partiamo da Andrés Tello. L’aggettivo che lo descrive meglio è: straripante.  Il centrocampista scuola Juve ha dimostrato di avere una tenuta fisica da altra categoria. Pressing asfissiante, recuperi difensivi ed incursioni offensive costanti: Tello è stato sempre presente nella manovra del Bari, autore anche dell’assist dell’1-0. E’ una delle liete sorprese di questo Bari.

5.

Un attaccante non si giudica soltanto dai gol messi a segno, questa è una delle massime calcistiche. Nené ha agito da classico numero 9, o meglio da regista offensivo. Sempre al centro della manovra offensiva. Ha fatto a spallate con i centrali cesenati per servire i compagni che accompagnavano l’azione  e le ali che entravano alle spalle dei difensori. Il passaggio di Nené per Improta (che poi crosserà perfettamente per Galano) rappresenta l’essenza del lavoro che Grosso chiede a Nené. Non solo i gol. Tanto lavoro per la squadra. Sponde, lavoro sporco ed una presenza costante nella manovra. Nené a suon di prestazioni sta facendo ricredere chi l’aveva già bollato.

6.

Il Bari vola con le sue ali. E con le sue fasce. Fiamozzi da una parte e D’Elia dall’altra. Costanti sovrapposizioni e, sopratutto, sempre nel vivo della manovra. Grosso chiede questo ai due terzini, che, a differenza degli anni passati, si stringono al centro del campo per contribuire al possesso palla. Un movimento che si alterna alla classica sovrapposizione, proposta spesso da D’Elia, che come un treno ha calcato la fascia sinistra. In lungo e in largo. Con quantità e qualità, come non si vedeva da tempo. Il Bari è arrivato spesso sul fondo e si è reso sempre quasi pericoloso, segno della vitalità della squadra.

7.

Parola d’ordine: equilibrio. Il Bari ora è chiamato a ripetere queste prestazioni anche in trasferta, ma sopratutto sull’ostico campo di Empoli. La speranza è che i biancorossi riescano a recitare questo spartito anche lontano dal San Nicola, il test in Toscana sarà subito indicativo in tal senso. Mister Grosso in conferenza è stato chiaro: “C’è tanto lavoro da fare, ora non serve esaltarsi!”. Un messaggio chiaro ad una piazza che, soltanto dopo la prima di campionato, sogna già in grande. Gli ultimi anni non entusiasmanti non fanno altro che caricare di aspettative questa squadra che sembra proporre un gioco diverso. O meglio, sembra proporre un gioco. Poi il tempo e il campo ci potranno dare indicazioni maggiore. Intanto, Bari gode. Perché l’azione che ha portato al gol del 2-0 rientra nella categoria della ‘libidine calcistica’. Proprio come la chiamava l’ultimo allenatore capace di far emozionare qui a Bari, Giampiero Ventura.

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davide abrescia

davide abrescia

Classe 1997, studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bari. Con un sogno nel cassetto: raccontare emozioni. Innamorato dei colori biancorossi, patito di calcio ed amante dello sport.

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