Le Storie

È andata così, Daniele

È andata così, Daniele. Perché il calcio è un gioco che cerca di diventare uno spettacolo. E fa male. Tanto. Proveremo a capire, proveremo a quantificare. Qualcuno dirà “no, lui no”, qualcun altro “lo abbiamo svenduto”: il tribunale popolare di certo non ci restituirà né te né l’anno passato. Quello rimane negli annali, nei cuori, a Piazza Prefettura, a Latina e a Crotone. Negli spogliatoi, davanti a un cellulare, con un bel tabellone acceso come la ciliegina sulla torta. A Bari però, quando si vivono certe cose, non si dimenticano. Non dimentichiamo i sorrisi, le vittorie, i calciatori che, come te, hanno dato tutto e forse di più. Perché i selfie, i cartelli “#compratelabari”, i cornetti a chi era in fila sono vittorie incommensurabili per chi, per tanti anni, ha visto solo stadio vuoto e squadra deludente.

Sei stato capace di riportare la gente allo stadio e mi piace pensare che molti ci venivano perché tu li chiamavi a raccolta. Sei stato capace di riempire la Stazione di bianco e di rosso e non solo di studenti pendolari e di incravattati immersi nel loro smartphone. Sei stato capace di riempire l’aeroporto come al concerto di Springsteen, solo che al posto di Born to Run abbiamo cantato “Forza La Bari Alè, canto, vivo per te”. Un giorno diremo ai nostri bambini che l’ultima volta con lo stadio pieno c’eri tu che ci radunavi, a dimostrare che non sono i soldi a fare il valore di una squadra. A dire a tutti che il calcio non sarà mai della gente, finché sarà solo un bello spettacolo da televisione. Adesso andrai in un’altra piazza tanto calda, neanche troppo velatamente vulcanica. Te ne vai per una manciata di euro (oddio, magari li guadagnassi io).

Ma per noi anche cento milioni sarebbero stati pochi. Noi non possiamo permetterci Messi o Cristiano Ronaldo. Possiamo permetterci un ragazzo sempre sorridente, burlone, il classico uomo spogliatoio. Ma anche semplice e appassionato. Le tue lacrime di Latina non laveranno mai il dolore dopo quella partita. Ma cosa sarebbe stato l’anno scorso senza di te? Noi e Sciaudone abbiamo riportato le maglie biancorosse sulle spalle dei bambini in strada, noi e Sciaudone abbiamo sbattuto definitivamente fuori lo spettro del calcio scommesse, noi e Sciaudone abbiamo reso possibile, dopo tanto tempo, il fatto che a Bari e in provincia ci si salutasse di nuovo con “Forza Bari” e di risposta “sempre”. Avremmo voluto fosse per sempre pure con te, che non hai i piedi di Vieira o di Zidane. Ma a Bari, come hai potuto vedere, i piedi contano poco. A Bari conta il cuore. E il tuo, Daniele, è un cuore grande come quello dei baresi.

A volte provo a dire anch’io che conta “solo la maglia”. I calciatori passano, come dirigenti ed allenatori. Ma pochi lasciano il segno del loro passaggio. Tu sei uno di questi. Tu sei la prova vivente che un fallimento può diventare un sogno se solo ci credi davvero.

Post precedente

Viaggio dalla Sud alla Nord - di Gianluca Curci

Post successivo

Lecce - Bari: cronaca di un derby

Mauro Notarnicola

Mauro Notarnicola

Ingegnere ambientale, locorotondese doc come il vino, storyteller per sbaglio e per amore (del Bari), tifoso sportivo all'ennesima potenza, biancorosso causa università. Alla fine dei conti mi reputo una persona normale (ma è solo un'opinione personale).

2 Commenti

  1. 23 gennaio 2015 at 9:00 — Rispondi

    Bellissimo post! Anzi, bellissimo articolo, perché qui di un vero e proprio articolo giornalistico stiamo parlando.
    Essi’ Mauro, hai colto in pieno il sentimento dei baresi. Nicola e’ stato l’artefice di un sogno, e credo di poter dire, che sia stato il primo calciatore a trascinare una squadra e una città intera non con i piedi ma con il cuore e la testa. Le sue trovate, i suoi selfie, i suoi ashtag e i suoi video virali sono già oggetto di studio nei master di mktg e comunicazione.
    Un ragazzo semplice, simpatico, pulito ha saputo sfruttare la tecnologia e la moda del momento per una buona e nobile causa.
    Ora come tutte le storie, anche questa si è conclusa, spero che le strade di Nicola e di Bari si ritrovino prima o poi, ma nel frattempo non possiamo che dire un enorme GRAZIE a questo ragazzo, sarebbe bello organizzare un mega selfie in piazza prefettura o nello stadio e dedicarlo a mr. #compratelabari

    Francesco Fiore

  2. Salvatore
    25 gennaio 2015 at 19:27 — Rispondi

    Sarà impossibile dimenticarti Daniele! Lasciatelo dire da uno che ha visto la sua prima partita nel campionato 1969-70. Resta sempre umile e il ragazzo sorridente e per bene che abbiamo conosciuto. Ti auguro il meglio per la tua carriere professionale e non solo, fiducioso che questo sia solo un arrivederci e non un addio. Ciao Daniele, divertiti ora che ti lasceranno libero di farlo!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>