Le Storie

La Bari a scuola, che emozione! Di Davide Abrescia

Tutto incominciò in una notte d’agosto. La preside del Liceo Scientifico Salvemini mi contatta e mi chiede: ”Perché non presentiamo il libro “Che Storia La Bari” nella nostra scuola? Ve ne occuperete voi ragazzi”. Da quel giorno non ho pensato ad altro, mi sono caricato questa responsabilità e mi sono circondato di gente che come me si è impegnata per garantire una buona riuscita della manifestazione. Ho contattato un mio caro amico, Giose Monno, e gli ho detto: ”Fratello, dobbiamo organizzare questa manifestazione, butto giù un progetto e lo realizziamo insieme”. Ci abbiamo creduto insieme e non abbiamo sbagliato.

Si ritorna a scuola e contatto la preside, a cui dico che me ne occuperò io senza problemi. Ci penso e ci ripenso. Come poter rendere l’incontro accattivante senza limitarsi a un discorso che potrebbe cadere nell’anonimato? Contattiamo Sergio Fanelli, che più che un ospite diventa un terzo organizzatore ed un fratello biancorosso. Lui e Roberto Maffei rappresenteranno il cuore della curva nord e il filo conduttore con il passato. Il passato. Perché non rievocarlo e non farlo conoscere a chi ha qualche anno in meno di militanza allo stadio? Quale persona migliore del professor Gianni Antonucci? Storico del Bari e figura di spicco. Contattiamolo, sarà lui a parlare del passato biancorosso. Vogliamo fermarci qui, convinti che sia tutto pronto per l’evento. Poi un giorno accendo il pc e leggo una dichiarazione del presidente del Bari Gianluca Paparesta: ”Vogliamo portare il Bari nelle scuole”. È allora che fa capolino nella mia testa un pensiero, una promessa che faccio a me stesso: la FC BARI 1908 deve partecipare alla presentazione del libro. Intanto fissiamo con Mirko Cafaro, autore del libro e presente all’evento, la data dell’evento: si terrà il 18 ottobre. Il giorno prima di Bari-Avellino. Contattiamo Romeo Paparesta che risponde con enorme felicità e decide di coinvolgere anche il figlio Gianluca. Decidiamo di far moderare il dibattito alla giornalista di TeleNorba Claudia Carbonara.

Andiamo al sodo, questa è solo una piccola descrizione dei giorni concitati che anticipano la manifestazione. Volete sapere quale sarà il risultato? Un auditorium che canta a squarciagola: ”Tanto non capirai”. Questa è l’immagine che più mi è rimasta in mente, un Liceo Scientifico Salvemini in silenzio e attento dinanzi agli ospiti e pronto a urlare i cori del Bari. Un’immagine che mi rimarrà sempre nel cuore, come quella della tavola rotonda con Sergio Fanelli, Romeo Paparesta, Gianluca Paparesta, Mirko Cafaro, Roberto Maffei e Claudia Carbonara. Perché, permettetemi di dire, vedere una scuola biancorossa grazie alla mia organizzazione può solo rendermi orgoglioso.

La gioia non finisce, vi avevo detto che il Bari avrebbe giocato il giorno dopo la manifestazione. Un grande Bari schianta l’Avellino con un sonoro 4-2 e vola a tre punti dalla testa della classifica. Ora i galletti hanno qualche tifoso in più, non solo grazie alle vittorie ma anche alla presenza dei colori bianco e rosso all’interno di una scuola.

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Tutte le storie inviate dagli amici di "Che Storia La Bari": tifosi, appassionati, amici e perché no anche nemici. Anche se, per il nostro modo di intendere il calcio, i nemici non esistono.

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