Le Storie

“Bocia gavè vinto?”

Alleghe è un piccola e meravigliosa perla tipicamente alpina incastonata tra le pendici del maestoso Monte Civetta ed un meraviglioso lago, che in inverno è completamente ghiacciato al punto da permettere ai più coraggiosi di pattinarci sopra e al contrario in estate si popola di cigni e anatre che fanno compagnia a giovani coppie in pedalò e attempati pescatori in cerca della preda da mostrare agli amici davanti ad un’ombra di vin rosso seduti al tavolino del Bar Centrale …ed è proprio qui, tra le Dolomiti, che io passo ogni mio momento libero che sia per le feste natalizie o semplicemente per un week end di mezza estate appena il lavoro lo permette prenoto il mitologico volo Ryanair che arriva a Treviso alle 8 del mattino e da lì in meno di due ore arrivo ad ammirare La Civetta dalla mia mansarda

Ormai è fine giugno, sono passati 20 giorni dalla triste serata di Latina, e nel frattempo tante, tantissime cose sono accadute: la FC BARI 1908 si è appropriata dell’ambito titolo sportivo che ci consentirà di provare a riprenderlA partecipando al prossimo campionato di serie B, certo siamo gli unici tifosi al mondo ad aver avuto la forza di festeggiare una non promozione ma adesso c’è un torneo da preparare una società da riorganizzare, ore 9:00 solito Bar su Via G. Petroni, solito caffè macchiato alle quale chiedo umilmente di sostenermi almeno fino ad ora di pranzo, apro il giornale e: “Pieve di Cadore??” esclamo all’orecchio di Viviana facendole quasi rovesciare la tazzina di caffè..”Cavolo amore mio, La Bari va in ritiro a Pieve di Cadore è vicinissimo a casa mia, non posso non andarci!!!”. Lei mi guarda un po’ stranita, e dopo le gasteme di rito mi dice implorando: “Mamma mia aiuto, si ricomincia con La Bari” in men che non si dica mi trovo con il volo prenotato, la valigia pronta e una copia di “Che storia la Bari” in mano da portare al mio amico Bepi Ferronato di Cittadella.

Percorrere la A27 da Treviso a Belluno mi fa sempre emozionare, saranno i ricordi di vacanze lontane o la voglia di arrivare sta di fatto che quando si comincia a salire il cuore diventa improvvisamente più leggero e il pensiero corre ai ragazzi che finalmente corrono si allenano e sudano proprio tra le mie amate montagne. Si sale, Mas, Agordo, Cencenighe Agordino sono i paesi che scandiscono la strada e i pensieri, canticchio “Forza La Bari Alè” e proprio su uno dei tanti “son biancorosso e mai ti lascierò” eccomi arrivato a casa.

L’aria è incredibilmente frizzante, fa quasi freddo per essere inizio luglio, accendo la stufa a legna, apro una Peroni e inizio a pensare alla strada da percorrere l’indomani per raggiungere la sede del ritiro. Io la birra non la reggo è inutile e in men che non si dica mi ritrovo ubriaco e addormentato accanto alla stufa. E la mattina successiva la birra si fa sentire ancora, più che averla bevuta ho la sensazione di essermela suonata in testa quella bottiglia di Peroni, e sono costretto a confermare ancora una volta: la birra non fa per me, ed è proprio in circostanze come queste che le parole del mio amico Luca Jack che durante una trasferta a Crotone di tanti tanti anni fa mi disse: “Tommyno sei solo un monachello” risuonano nelle mie orecchie come un’anatema.

Comunque Peroni o no decido per la strada più lunga, ma senza dubbio la più bella, Passo Giau, Cortina e giù fino a Pieve, Calalzo e Ponte nelle Alpi sede stabilita per la prima partita della storia della nuova FC BARI 1908, Il cuore batte forte, certo il campo sportivo è piccolissimo e l’avversario è una squadra di ragazzotti volenterosi, ma pur sempre dilettanti, mi siedo, cerco di capire.. “bene!!! Tutti i nostri campioni ci sono”, il “selfieman” Sciaudone, “Robben” Galano, “il geometra” Romizi, e poi Calderoni, Sabelli, Guarna, ma ci sono anche facce nuove, “la zamban” De Luca mi fa subito capire che ciò che si diceva in giro di lui non erano fandonie, c’è Stoian di cui ricordo qualche gol meraviglioso qualche anno fa, ma soprattutto c’è un nuovo “vecchio” capitano Ciccio Caputo, non lo nego ci resto male oramai il mio capitano era Marino ma se il nostro spogliatoio ha deciso così va bene per tutti e dunque deve andare bene anche per me, e il Capitano segna 4 gol, La Bari ne fa 11 in scioltezza, la partita finisce, Improvvisamente i gradoni del piccolo campo sportivo di Ponte nella Alpi diventano le scalinate della Curva Nord del San Nicola, esco cantando con la mia sciarpa attaccata al polso, un vecchio mi guarda incuriosito “bocia, gavè vinto?” mi chiede, “Si u mest, sim vngiut”, non credo abbia capito ma non fa nulla, rientro in macchina e torno a salire verso Alleghe, ricomincio a cantare anche se in realtà nessuno di noi ha mai smesso di farlo, “Forza la Bari Alè..” sono felice.

La favola è appena all’inizio…ed ancora tutta ma proprio tutta da raccontare…

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