Le Storie

Ciao Klas, riposa in pace gigante buono (di Rodolfo ‘Dodo’ Giorgetti)

Ciao Klas, mi è capitato poche volte di piangere, ma scrivendo i ricordi e i momenti passati insieme, le numerose battaglie non riesco, e non voglio, trattenere queste lacrime. Tutto questo perché per me sei stato un uomo vero, amico sincero e compagno di tante battaglie, in campo e non solo. Sei stato decisivo in un momento delicatissimo della mia carriera. Ero arrivato a Bari giovanissimo e le cose non andavano bene. I palloni non andavano dove dicevo io, la squadra nemmeno, il pubblico fischiava e non capiva che eravamo giovani e un po’ impauriti. Noi. Io, Flachi, Di Vaio e Ventola. Tu ci hai preso per mano, ci hai guidato come solo tu sapevi fare, in quella notte di aprile, quando con la tua doppietta nel derby hai indicato la strada della rimonta.

Poi è venuto il mio gol alla Salernitana qualche giornata dopo, e da allora non abbiamo perso più. Il pubblico aumentava e lo stadio si riempiva a poco, fino ai 58.000 di Bari – Castel di Sangro. Fu un trionfo, ma tu eri equilibrato nelle sconfitte come nelle vittorie, eri nato per comandare, bastava la tua presenza, non dovevi nemmeno alzare la voce.

Avevamo in comune l’amore per la natura e per i boschi, ricordi? I nostri cani, la caccia, la pesca, e ricordo come se fosse ieri tutti i momenti passati insieme, nei pre partita, a parlare delle nostre case, dei momenti di solitudine che (incredibile ma vero) anche i calciatori ricchi e famosi hanno, sopratutto quando lasciano casa così presto. La tua Svezia, così diversa dalla mia Senigallia, eppure noi così simili. Andavamo nei boschi a smaltire l’adrenalina accumulata nelle partite. E quanta adrenalina ci faceva accumulare mister Fascetti. E quanta il San Nicola pieno.

Oggi voglio ricordarti che per me sei stato una spalla, appena arrivato a Bari, in quella piazza così importante. Ricordo anche che nel periodo estivo, prima di iniziare il ritiro era tua consuetudine andare con tuo padre e altri parenti stretti a caccia e a pesca al nord della Svezia, dove possedevi dei boschi e dove avevi una casa isolata dal mondo. Rimanevo ore ad ascoltare le tue avventure, convinto che un giorno ci sarei venuto, con te, in quei boschi. Mi dicevi che quel paradiso terrestre, in quel periodo dell’anno, non faceva mai buio ed era molto difficile gestire le ore di sonno. Si perdevano completamente le abitudini quotidiane, non c’erano orari per dormire e per mangiare.

E non ho certo dimenticato di quella volta che mi raccontasti di un orso che ti guardava mentre eri intento a fare i tuoi bisogni nella natura, in quel bosco. Mi dicesti: “Dodo, in quel momento ho corso più veloce di te per rientrare a casa“. E sì, perché lo sapevi che ero più veloce di te, ma tu non avevi bisogno di correre così forte. Perché eri un guerriero, pronto a difenderci, in campo e fuori. Uno capitano vero.

Riposa in pace gigante buono.

di Rodolfo Dodo Giorgetti

Vanta oltre 100 presenze in Serie A con le maglie di Bari e Lecce. Arrivò a Bari nel 1996/97, dal Ravenna. Ala tutta corsa, capace di saltare l’uomo e ripiegare, ha realizzato tra i gol, un capolavoro balistico contro la Salernitana. Fu il gol del 2 -1 al 90′, decisivo per la rincorsa alla serie A. Di Klas Ingesson era compagno e amico. 

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Tutte le storie inviate dagli amici di "Che Storia La Bari": tifosi, appassionati, amici e perché no anche nemici. Anche se, per il nostro modo di intendere il calcio, i nemici non esistono.

1 Commento

  1. gianfranco
    30 ottobre 2014 at 20:07 — Rispondi

    Veramente delle belle parole. Sarà per la persona, per le sue qualità, per questa partita non vinta (ma ditemi quanti sono coloro che riescono a vincere questo tipo di partite…), sarà perché c’ero in quella partita col Castel di Sangro con lo stadio pieno, ma credo che un posto d’onore nel nostro stadio se lo meriti tutto e speriamo anche con un bel triangolare commemorativo tra la nostra Bari, il Bologna e il Lecce che hanno avuto l’onore di poterlo annoverare tra le proprie fila. Ciao Klas, Gigante Buono!

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