Le Storie

Esami di maturità

16 giugno 2017. Alle porte, come ogni anno, ci sono gli esami di maturità per gli studenti del quinto anno di scuola superiore. Gli esami di maturità, oltre ad essere uno step da superare durante l’adolescenza, sono delle prove a cui la vita ti sottopone spesso. E non sempre sono facili da superare come quelli scolastici. La società del Bari e la piazza biancorossa sono di fronte ad un ennesimo esame di maturità, questa volta un esame da non fallire. Il duo Sogliano- Giancaspro ha optato per una scelta insolita, in contrasto con le scelte del recente passato: Fabio Grosso sederà sulla panchina biancorossa. Mangia, Nicola, Camplone, Stellone e Colantuono: questi, in ordine, sono i nomi degli allenatori che a Bari hanno miseramente fallito negli ultimi tre anni. Ognuno con la propria storia, con giocatori diversi e, addirittura, con presidenti diversi (prima Paparesta ed ora Giancaspro) ma accomunati dallo stesso male: un progetto imbastito in fretta, senza un’idea a monte, caratterizzato da una discontinuità tattica improduttiva. Questo ha portato tutti i protagonisti a fallire nella loro avventura biancorossa, mister che poi altrove hanno dimostrato di riuscire a fare meglio di quanto visto a Bari.

L’avventura di Paparesta è stata caratterizzata da una mancata chiarezza societaria e, soprattutto, tecnica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Giancaspro, che lo ha succeduto, però, non ha fatto tesoro degli errori di Paparesta: nel suo primo anno ha provato anche lui a centrare il colpo grosso senza quella progettualità tecnica che ti permette di raggiungere gli obbiettivi.

Sbagliare umano, perseverare è diabolico. Il Bari sembra che abbia deciso di non perseverare. La scelta di Grosso è una scelta che non rispecchia il sentiero imboccato dal Bari negli ultimi anni. Una ventata di gioventù, voglia di emergere ed un pizzico di inesperienza nell’affrontare le situazioni. Due campionati alle spalle con la primavera della Juventus ed un torneo di Viareggio vinto lo scorso anno: un trend da cui è difficile dipingere un ritratto di Grosso allenatore. Sicuramente non sarà il suo passato a costruire il presente ma sarà la pazienza, la calma e la lungimiranza del Bari e di Bari a formare e, soprattutto, a segnare la prima esperienza di Fabio Grosso da tecnico.

Esame di maturità per la società. La scelta di Stellone, la prima del presidente Giancaspro, sembrava indirizzata proprio verso un progetto a lungo termine, quello che il presidente aveva promesso, se non fosse che dopo tre mesi ed appena 13 partite la società ha deciso di esonerare Stellone per ingaggiare Colantuono. Una decisione che ha sconfessato le dichiarazioni di Giancaspro al suo insediamento. L’errore madre, però, è da ricercare a monte: la scelta di Stellone non fu condivisa con Sogliano, che alla prima occasione ha spinto Stellone giù dal burrone. Questo non avverrà con Fabio Grosso, suo ex compagno nel Perugia di Cosmi: Sogliano sarà al fianco di Grosso nei periodi bui che sicuramente arriveranno e proverà ad accontentarlo nelle richieste di mercato. Questa è almeno la speranza di tutti i tifosi biancorossi. Un mancato supporto  da parte del Ds rappresenterebbe una follia, a cui è meglio non pensare. Il biennale a Grosso, il rinnovo sino al 2019 pronto per Sogliano sono i primi mattoncini di un Bari che finalmente ha deciso di costruire il suo futuro. Perché a vincere saranno sempre e solamente le idee, la competenza e la lungimiranza. Non c’è nessun nome altisonante, soprattutto in Serie B, che possa aver ragione sulla competenza tecnica. Il Bari sembra aver imboccato una strada. Ora bisogna crederci e perseverare. Nessun retrofont e nessun ripensamento. Il futuro è nelle mani di Sogliano e Grosso.

Esame di maturità per la piazza. Bari è una piazza grande nei numeri e nell’amore che riversa in una semplice squadra di calcio. Si mangia pane e pallone, disse Beltrame nel film “Una meravigliosa stagione fallimentare”. Questo può essere un bene ma molte volte anche un male. Una pressione spasmodica che a volte avvolge la squadra, una maniera di vivere il calcio che non appartiene ad un semplice ambiente di cadetteria. Bari deve dimostrare di essere una grande piazza, non solo nei numeri, ma nella maturità. Anche la piazza deve superare un esame di maturità. Se il Bari continuasse a percorrere la strada intrapresa negli ultimi 3 anni, rischierebbe di finire nel baratro, come già è successo due volte negli ultimi 3 anni. Il Bari deve cambiare strategia e la piazza deve consentirglielo in tutti i modi, stando vicino alla squadra, all’allenatore ed alla società nonostante i fisiologici passi falsi. Non è un’impresa facile credere in un progetto dopo tre anni di poker- calcistico ma Bari e la sua piazza hanno l’obbligo di farlo per compiere il salto di maturità.

Esame di maturità per Fabio Grosso. Chi è Fabio Grosso? La risposta è nota a tutti, agli amanti del calcio e non. La corsa pazza dopo il quinto rigore a Berlino, il gol alla Germania che consentì all’Italia di staccare il pass per la finale e l’ex terzino della Juventus che alza la coppa del mondo. Immagini impresse nel cuore che il tempo non cancella e non scalfisce. Ma quella di Grosso allenatore è un’altra storia. Tutta da scrivere, tutta da scoprire. L’esame di maturità più importante, forse, lo deve sostenere proprio lui, che mette per la prima volta piede nel calcio professionistico da tecnico. Due anni di esperienza con la primavera della Juve con un torneo di Viareggio all’attivo. Ora deve svestire i panni dell’insegnate di calcio e deve indossare i panni dell’allenatore, che entra in uno spogliatoio pesante e carico di aspettative come quello del Bari. E non c’è passato che tenga di fronte alle pressioni da allenatore, da non confondere con quella da calciatore. Sicuramente non gli saranno tremate le gambe sul dischetto alla finale dei Mondiali ma scegliere gli uomini giusti da schierare in campo, ricevere critiche e rialzarsi è tutt’altra storia. La speranza è che la corsa pazza questa volta sia sotto la Curva Nord, magari urlando anche “Io non ci credo”. Detta da lui, più che da un tifoso deluso, può avere un risvolto ed un finale molto più dolce.

Post precedente

Cambiare tutto, per non cambiare nulla

Post successivo

La mia maglia preferita

davide abrescia

davide abrescia

Classe 1997, studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bari. Con un sogno nel cassetto: raccontare emozioni. Innamorato dei colori biancorossi, patito di calcio ed amante dello sport.

Nessun commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>