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Che Storia il Liceo Salvemini

Jeans, tshirt e adidas blue, 35 anni ma vorrei averne 16, a quell’età disegnavo il galletto dell’As Bari sulle pagine del diario, a quell’età era più facile sentirsi un po’ ultras con le sciarpe di lana semplicemente bianco e rossa.

Noi parlavamo di distinti, girelli e trasferte in motorino.

I ragazzi del Salvemini usano l’iPad in classe al posto del diario, ora parlano di tornelli, tessera del tifoso, e trasferte in aereo, ma le voci che adesso cantano “tanto non capirai” sono le nostre stesse voci, gli occhi che trasudano orgoglio e ammirazione per Sciaudone, Caputo e Sabelli, sono gli stessi occhi innamorati con cui noi guardavamo Protti, Tovalieri o Ingesson. Perché se “da quando sono al mondo io tifo per te” non conta se sei nato nel 1979 o nel 2000.

Ora i ragazzi del Salvemini hanno la maglietta personalizzata con cui loro orgogliosamente gridano al mondo che loro si, vanno al Salvemini! Hanno il loro servizio d’ordine interno e hanno ragazzi eccezionali come Davide, capace di far parlare di “pallone” nell’auditorium di un liceo scientifico. I ragazzi del Salvemini hanno una dirigente scolastica “illuminata”, moderna, attenta e un po’ mamma.

Ed anche questa è una storia da raccontare. Che storia la Bari continua, perché è la storia di un città che deve crescere e se lo fa insieme alla propria squadra di calcio è ancora più bello. E ooragazzi del Salvemini hanno già iniziato a farlo.

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tommaso.pazienza

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