Le Storie

Il mistero Scalera

In un mercato intelligente, oculato e ponderato condotto dal direttore sportivo Sogliano continua a far rumore il caso Scalera. Anzi, forse è più corretto parlare di qualche interrogativo che tutti si pongono, sicuramente anche il ragazzo. Giuseppe Scalera, classe 1998 da ormai 3 anni in orbita prima squadra, continua ad essere ai margini del progetto tecnico biancorosso. Il ragazzo, nonostante sia reduce da un mondiale Under 20 da protagonista, sembra non rientrare neanche nel lotto dei 4 terzini a disposizione di mister Grosso. Mentre i suoi compagni di nazionale trovano spazio nei propri club, per lui si profila una cessione o un prestito che stride con il progetto giovani che Grosso vuole portare avanti. Qualcuno parla di un prestito in  Serie C, altri parlano di una trattativa con l’Atalanta.  Un prestito potrebbe servire per completare il processo di maturazione ma qualora dovesse finire all’Atalanta aumenterebbe il rammarico,  soprattutto in virtù dell’attenzioni che gli orobici hanno per i giovani.

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Qualcuno  critica il ragazzo imputandogli una scarsa propensione alla fase difensiva, chiedendosi i motivi per i quali nessun mister decida di puntare a pieno su di lui. Forse questo è il mistero, a cui nessuno riesce a dare una risposta. Bisogna fare un passo indietro, però. Scalera, come abbiamo già detto, è un classe 1998, un 19enne quindi. Ha vestito praticamente tutte le maglie delle nazionali giovanili sino all’under 20 ed ha estimatori in tutti Italia. Quindi parlare di un ragazzo che non ha le carte in regola per dire la sua in Serie B è molto, molto difficile. Sicuramente qualche lacuna è da colmare e qualche errore, qualora venga schierato come titolare, potrebbe esser commesso ma si tratta di un ragazzo alla prima esperienza tra i grandi ed in questi casi la parola d’ordine è: calma. Forse è qui il vero problema, a Bari manca calma. Nella cultura sportiva, nel progetto della società e nella crescita dei giovani.

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Il Bari negli ultimi anni ha portato avanti il progetto del ‘tutto e subito’, senza un progettualità tecnica alle spalle. Quest’anno, invece, il duo Sogliano- Grosso sta provando ad imbastire un progetto ed una squadra con un’idea tattica ben precisa ed è per questo che quest’anno, ancor di più, fa rumore l’estromissione di Scalera. Non sarà Dani Alves e non è neanche un’assoluta garanzia, sarebbe da folli pensare e sostenere ciò. Ma non è neanche possibile che in ritiro un classe 1998 non abbia la  possibilità di mettersi in mostra per far posto a Mattia Cassani. Niente, ovviamente, contro l’ex terzino della Samp ma, dopo un anno disastroso, un’occasione ad un ragazzo non avrebbe fatto sicuramente clamore. Invece Grosso gli ha concesso un minutaggio risicato e gli ha preferito gente più esperta, come Cassani in ritiro e per la stagione che verrà Fiamozzi. L’acquisto dell’ex Genoa mette alla porta Scalera, che ora è costretto a delle valutazioni. Seppur amare.

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Bari è la piazza giusta per crescere? Quest’anno dovrebbe essere il suo primo anno tra i grandi, essendo classe 1998. E, ovviamente, vuole fare esperienza tra i professionisti. Le tante presenze nelle nazionali giovanili sono il suo biglietto da visita, che, però, sembra non bastare per il Bari. Che, ad oggi, sembra non voler puntare su Giuseppe Scalera. Una scelta che fa rumore, soprattutto se si pensa che il calciatore ora è in ritiro con l’Under 20. Una scelta che soltanto il tempo potrà giudicare. Oggi possiamo solo dire: che peccato che il vivaio del Bari non sia più una fucina di talenti! Un po’, però, per colpa di tutti. Dalla società alla mentalità di alcuni tifosi.

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Classe 1997, studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bari. Con un sogno nel cassetto: raccontare emozioni. Innamorato dei colori biancorossi, patito di calcio ed amante dello sport.

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