Le Storie

LA MIA STORIA D’AMORE CON IL BARI (è maschio) di Maria Laura Noviello

Ho 8 anni e voglio andare al San Nicola!

-“Papà, oggi mi ci porti allo stadio con te?”

-“No. Sei piccola e poi lo stadio non è un posto per femminucce!!

Ma come no??

Piango, urlo, mi dispero e poi penso: o con te o senza di te io ci andrò; prima o poi io ci andrò e hai voglia a dire che quello non è un posto da femminucce: quella è casa mia!!

Nel frattempo me la guardo in televisione ma soprattutto l’ascolto alla radio dove Michele Salomone, la voce del Bari, mi ha già fatto perdere 10 annidi vita e prendere 20 infarti: lui con tutto se stesso prova a non farmi sentire il disagio di non poterci essere.

Mia madre esclama:

-“ E io che credevo di aver fatto una figlia femmina!!”

- “Ma scusate, fatemi capire: chi lo ha deciso che questo debba essere prettamente un mondo maschile??

Siamo in minoranza, ma ci siamo!!”

Sono passati 7 anni, ed ho totalmente corrotto il mio primo fidanzato , il quale ancora oggi siede accanto a me su quei gradoni, a cantare e tifare, perché se pur lontani nella vita restiamo vicini nella passione che ci unisce nel cuore:

Alle 18:30 devo essere pronta, mi porta per la prima volta dal mio Grande Amore; il mio primo appuntamento ravvicinato con IL Bari.

Vado a farmi bella: oddio che mi metto? Come ci si veste? Che si fa? Una buona felpa e una sciarpa bianca e rossa andranno più che bene. È un serale e fa molto freddo. E’ febbraio 2005 e stasera si gioca Bari – Venezia; ho l’ansia, sono agitata, è adrenalina pura. Sono in macchina e tra qualche minuto realizzerò il mio sogno!

Porta n.6; ci sono sotto, ci sono quasi, ci sono dentro: “FINALMENTE!!”. È incantevole, infinito, è stupefacente; sì, è esattamente così perché non ne potrò più fare a meno.

E “finalmente” è l’unica cosa che riesco a pronunciare perchè per il resto non sento più nessuna parte del mio corpo se non il mio cuore che batte forte forte e lo che stomaco si contorce (le chiamano farfalle); osservo, mi guardo intorno e i miei occhi brillano di gioia, sono curiosa, faccio domande ed ho un sorriso ebete. La navicella accesa, il bianco e il rosso i colori più belli del mondo ovunque; 11 professionisti che con ardore e passione indossano la maglia della mia ossessione, della mia città, la CURVA NORD, una tifoseria impeccabile, che canta, che grida, che salta, che sventola bandiere, che tifa, che regala spettacoli unici ed irripetibili, che scrive poesie, è un’opera d’arte.

È ufficiale: MI SONO INNAMORATA!

 

MI SONO INNAMORATA DELLA BARI,

PERCHÈ LA BARI È LA MIA CITTÀ

E LA RISPETTERÓ, E LA ONORERÓ,

FINCHÈ LA MORTE ME LO IMPEDIRÀ.

Così ci siamo uniti in matrimonio! Certi amori ci mettono una vita intera per trovarsi, ma io ho sempre saputo di amarti, mio grande Bari!

Da quel giorno è diventata una droga e non sono più riuscita a farne a meno. Sempre presente in casa, costante in ogni partita, in trasferta girando l’Italia intera al suo fianco, gioendo e soffrendo senza saltarne mai una. Perché è come quando ami un uomo: il tempo per starci insieme non basta mai. Contro la pioggia, il freddo e a volte anche la neve; contro il sole in faccia, contro le sconfitte, contro gli occasionali e le dicerie, gli insulti, gli sfottò, contro chi mi giudica per seguire una squadra che non ha mai vinto nessun titolo, contro chi tifa comodamente la sua strisciata seduto in poltrona e poi per hobby occupa il suo posticino al San Nicola criticando pure.

IO C’ERO, CI SONO E CI SARÓ!!!

Ormai qui conosco un po’ tutti, siamo una grande famiglia, siamo amici e nelle vene ci scorre lo stesso sangue; e come nella vita anche nel calcio, è nei momenti peggiori che si vedono i veri tifosi, chi ti resta vicino aldilà del risultato.

Noi, quelli di sempre siamo qui. È una giornata uggiosa, c’è una pioggia scrosciante, il campo è ricoperto d’ acqua e siamo tutti totalmente coperti, escono solo gli occhi! Ho freddissimo e siamo esageratamente pochi, forse un migliaio scarso e si gioca un’anonima Bari – Cittadella. Che poi tanto anonima non lo è stata, visto che a dire della popolazione barese c’erano tutti, forse erano 60.000 ed io non li ho visti?? Mah! Il biglietto, io ancora ce l’ho!!

Mi sono innamorata del Bari perché l’ho sentito solo mio, perché è in grado di regalarmi la totale gioia ed il totale godimento con le sue vittorie e la profonda tristezza e disperazione con le sue sconfitte. Accanto a LUI mi sento viva. Ma è da un po’ che mi tocca condividerla con troppa gente, sono gelosa. Gli spalti sono sempre pieni, sento parlarne troppo in giro. Vinciamo, sì vinciamo e facciamo partite di classe, un gioco nuovo, 11 leoni vogliosi di farci tornare a sorridere e c’è un certo Antonio Conte che oltre ad essere un uomo carismatico e affascinante, è uno dei più grandi allenatori passati per Bari: ha carattere ed è arrivato per essere un vincente!!

Così sarà, piangerò di gioia e vivrò un sogno: la SERIE A con la MIA BARI!

La navicella stracolma, una bolgia, un coro unanime, 60.000 cuori che gridano solo: Bari! Bari! Bari!

E poi Ventura, un campionato strabiliante e tutta l’Italia che parla di noi. Ma come tutte le cose belle anche questa è finita in fretta; il mio sogno sta giungendo al termine e stiamo retrocedendo in serie B; stiamo contestando un presidente che sono 34 anni che non ne vuol sapere di questa città nè tanto meno di andarsene; ci stiamo vendendo le partite, siamo impazziti, stiamo sgretolando la curva nord, ci siamo tesserati e non esistono più gli ultras, ma cosa sta succedendo????

Sono delusa, amareggiata e sconfitta ma sempre al mio posto a godermi quel che resta dei miei colori.

In tutto questo, il 5 ottobre 2010, un giorno che potrebbe sembrare uno qualunque, nella mia vita accade qualcosa che lascerà il segno per sempre. Mio cugino Giò o per meglio dire mio cugino sulla carta e mio fratello nella vita, si ammala di Leucemia Linfoblastica Acuta: tutto ha smesso di funzionare, ho congelato la mia vita per 3 anni rinunciando a tutto, e quando dico tutto mi riferisco anche alla mia passione più grande. Ho dedicato ogni attimo a Giò affinchè potessi portarmi dentro tutto quello che resta di un Uomo di soli 20 anni straordinario come lo è Lui. Mi ha insegnato a guardare i lati della vita che pochi occhi possono osservare; ho imparato che quando vivi il countdown tra la vita e la morte ogni piccolo istante è importante, ho imparato che alle gioie, alle passioni e all’amore non si deve rinunciare mai, ho imparato che le emozioni vanno divorate, e poi ho promesso! Ho promesso a Giò che sarei ritornata al mio posto e che lo avrei portato sempre ovunque con me! Giò è volato in cielo nel dicembre 2013 ma poco prima stringendomi forte forte a lui, mi ha detto:

-“Mary, la vita è un brivido che vola via. È tutto un equilibrio sopra la follia e se la tua Follia si chiama BARI corri a riprendertelo!!”

E cosi, come promesso, a febbraio 2014 sono tornata!!! Il mio cuore batte più forte di prima ed il mio amore è immutato.

“….Stare lontani è stata un’esperienza…. non ho mai smesso di amare te… Si ritorna solo andando via… di nuovo Io… di nuovo Tu…”

Ma ho ritrovato una situazione a dir poco disastrosa: il FALLIMENTO!

No, non è possibile! Ma che dite? questo termine non può essere accostato alla mia Bari. Su, non scherziamo!!

Ma la gente è felice, come fa? È perché Matarrese se ne va. Sì, proprio così, il caro Vincenzo ha capito che deve liberare da se stesso questa città che soffre la sua presenza e presidenza. Ma se lui se ne va, chi verrà??

C’è un asta: Il Bari è in vendita e sul web impazza l’hashtag #COMPRALABARI.

Sono a lavoro, metto le cuffie, mi sintonizzo in streaming. Questa è la terza asta, la più importante: da qui o la va o la spacca!! Si temeva andasse deserta ed invece leggo dei nomi: Montemurro, Cipollone, Canonico, Paparesta. L’asta è partita ed ogni 3 minuti c’è la controfferta: ANSIA.

In ufficio squilla il telefono e siamo a 4 milioni; squilla ancora: devo rispondere!! Ma proprio ora?? Sono al telefono con un cliente, di sicuro non è barese; da 10 minuti, l’asta si sarà chiusa e non conosco ancora le sorti del mio Bari. Finalmente questa telefonata è terminata: PAPARESTA!!!! Leggo ovunque il suo nome.. l’asta è stata aggiudicata a lui e dice che svelerà in seguito i nomi degl’investitori. A me sinceramente poco importa, conta che siamo di qualcuno che ha voglia di stamparci il sorriso sulle labbra e di godere con tutti noi di un Grande Bari!!

Nel frattempo ci stiamo giocando i play off, siamo incredibili noi Baresi!! Senza un Presidente, con un allenatore che: ma chi è?? Anzi chi sono?? Torrente e Alberti: mai sentiti eppure oggi sono degli eroi! Sull’orlo del fallimento, con i settori vuoti ma ad un passo dalla serie A e con un entusiasmo da far invidia all’Italia intera questi ragazzi hanno fame di vincere!!

È la settimana che precede la partita dei play off, Bari – Latina, prevista per l’8 giugno 2014 e dopo soli due giorni dall’avvio della vendita dei biglietti è TUTTO ESAURITO! Non ci posso credere. Non ho il biglietto. E non so dove cercarlo. Non è possibile! Qualcuno di questi 60.000 “tifosi” mi ha fregato il posto. Il MIO posto. No, non lo permetterò! Ci provano di continuo a tenerci lontani ma noi non molliamo mai e mai nessuno ci dividerà. Cerco tra amici e parenti; scrivo post su facebook, nei milioni di gruppi per il Bari e chiamo chiunque perché VOGLIO IL BIGLIETTO! Mancano poche ore all’inizio della partita ed io non ho una soluzione, ma la troverò! Squilla il mio cellulare; è mio cugino Cesare:

“Maria Laura, volevo dirti che un mio amico non potrà più venire allo stadio, vuoi il biglietto?!”

Ma è un’affermazione vero?? Ma certo che siiiiii!! E con questo ho anche scoperto che pur avendo perso un cugino ne ho ritrovato un altro che condivide con me la stessa pazza passione targata Bianco- Rosso e con cui condividerò viaggi intensi e carichi di emozioni al seguito del Bari; con cui, ancora una volta, mi rendo conto che come ripeto più e più volte, la Bari calcio non è solo una partita allo stadio ma un momento di incontro, un’occasione che non va persa, un momento per te stesso che ti possa caricare per affrontare la quotidianità; è il luogo dove nascono amicizie infinite e amori della vita, è la famiglia che mi sono scelta; e a proposito di questo, grazie al gemellaggio tra Bari&Salerno, ho scoperto di avere un fratello, di averlo a Salerno; ci siamo conosciuti inseguendo lo stesso amore per due colori diversi ma amici tra loro ed è uno di quei rapporti viscerali che sai non finiranno mai; e poi ritengo che mai nulla accade per caso…

Questa è solo la mia storia d’amore che non avrà mai fine e alla gente che mi chiede:

-        Ma cosa ti spinge a fare questo??

-        Ma per il Bari, che non vince mai nulla?

-        Ma ancora dietro al Bari vai?

-        Ma perché?

l’unica cosa che riesco a rispondere è: NON TE LO SO SPIEGARE TANTO NON CAPIRAI!

 

Maria Laura

E sempre Forza Bari.

Maria Laura Noviello  classe ’89. Geneticamente barese. Diplomata in tecniche della ristorazione  con l’ambizione e lo scopo di viaggiare ma totalmente attaccata alla sua terra, al suo mare, al suo sole, alla sua cucina e alla sua Bari. Svolge attività di segretaria in un’azienda commerciale e quando il Bari gioca non c’è per nessuno!

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Tutte le storie inviate dagli amici di "Che Storia La Bari": tifosi, appassionati, amici e perché no anche nemici. Anche se, per il nostro modo di intendere il calcio, i nemici non esistono.

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