Partite

Tutt’altro che male (Empoli – Bari con lucidità)

Facciamocene una ragione: tra noi e Ciccio Caputo non è amore. Lui è un bomber, uno dei più forti della categoria, e continuerà a segnare ogni volta che ci troverà sulla sua strada. E poiché ci tiene anche cordialmente sul cazzo, continuerà ad esultare, come faceva Vantaggiato, mica come Mokulu che dopo aver segnato all’Avellino alza le mani e dice “no, signori non ce la faccio“. Anche perché se Ciccio da Altamura non esultasse, gli daremmo dell’ipocrita. Lui non ama noi, noi non abbiamo mai amato lui, complice soprattutto quella fascia di capitano che Antonelli, Mangia e Paparesta gli affidarono al rientro dalla squalifica. Fatta questa premessa, possiamo venire a noi.

Ad una partita, quella di Empoli, che ci ha offerto diversi spunti, molti dei quali positivi. Il che è già una notizia.

Abbiamo visto una squadra giocare sullo 0 a 0. L’abbiamo vista giocare sullo 0 a 2 (poi torneremo sui 120 secondi di follia della difesa), così come sul 1 a 3 e sul 2 a 3. Insomma, il Bari ha giocato sempre, non facendosi mai condizionare dal risultato, nemmeno quando questo sembrava scritto, per esempio dopo il gol di Donnarumma. È forse questo il maggior pregio di Grosso: una filosofia fluida non legata ad un modulo fisso, purché in campo ci sia gente abituata a correre, a lottare, a giocare con e per gli altri. Addirittura sul 2 a 0 per loro ci siamo chiesti, sorpresi, “ma perché giochiamo a calcio anziché buttare il pallone in avanti?“. In molti hanno visto una prestazione negativa di Brienza, certamente non in condizione eppure in grado di ispirare diverse giocate di Nené, Improta e Tello. A proposito del colombiano, lui sì mi sembra un giocatore in grado di fare la differenza in B, se non altro per la corsa. Ad un certo punto pensavo di avere una Tello Cam, lo vedevo contemporaneamente in attacco, a centrocampo e in difesa.

Altra nota positiva: gli esterni difensivi. Finalmente. D’Elia ricorda (a noi nostalgici degli anni ’90) il primo Annoni. Corre, si propone, tira. Fiamozzi difende, e anche bene. Presto potremmo vederlo in una difesa a tre. Non boccerei Tonucci e Capradossi, nonostante i ripetuti black out. Primo: non mi sono sembrati molto protetti dai centrocampisti, secondo: è vero che Donnarumma e Caputo non sono Messi e Suarez, ma prevedo che in questa serie B e con quell’allenatore, Vivarini, andranno a segno molto spesso. Certo, a voler dare giudizi affrettati i nostri centrali sono gli unici che escono da questa partita con una bocciatura. Troppo pochi i minuti giocati da Marrone in quel ruolo, troppo grande la tentazione di dire che in una squadra che gioca a pallone un centrale con i piedi buoni ti cambia il campionato. Poi c’è la fase difensiva però, quindi restiamo in attesa. Buono l’impatto di Iacoloano, d’altronde ad uno con quei ricci e che da del tu al pallone non puoi non volergli già bene, un po’ meno quello di Floro Flores ancora lontano da una forma accettabile (sorridi però, Floro)

Forse per quest’anno ci toglieremo dalle palle la parola “mediocre“, una delle più abusate dai giornalisti in questi ultimi anni di B. Ci troviamo in un campionato che è tutto fuorché mediocre. Non è mediocre l’Empoli, non sono medicori le super favorite (metteteci i nomi che volete, in questo momento siamo tutti sotto il sole), non sono mediocri le neopromosse, quindi per osmosi non siamo mediocri nemmeno noi. In questo momento si fa fatica persino ad identificare quali squadre dovranno lottare per la salvezza. La mia fiducia non ha, in questo momento, una collocazione in classifica per il Bari. Siamo coscienti del fatto di avere una bella squadra, non sappiamo ancora se (e quanto) siano più belli gli altri. Ma se oggi abbiamo tenuto testa ad una delle favorite, il pensiero legittimo è che possiamo farlo con chiunque. Abbiamo qualità, un gioco fluido ma soprattutto abbiamo una discreta corsa e una buona dose di coraggio. Il campionato è lungo, ma se questa è la prima sconfitta possiamo accoglierla tutt’altro che male.

 

 

 

 

Post precedente

7 riflessioni a voce alta su Bari-Cesena

Post successivo

Il mio Grosso (grasso) matrimonio barese

Cristiano Carriero

Cristiano Carriero

Classe '79, calciatore mancato (troppo estroso), chitarrista mancato (suono ai falò a ferragosto), professore mancato (ho una laurea in lettere a chilometro zero). I progetti, almeno quelli, non mancano. Socialmediacoso di mestiere, giornalista per passione, canto il calcio come se fosse una storia d'amore e perdo amori come fossero partite di calcio. Ma resto un tipo sportivo: ho inventato la rubrica "U Bàr ie fort" - 100 racconti romanzati sul Bari (cristianocarriero.me) e sono il co-ideatore di Che Storia La Bari.

Nessun commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>