Partite

Io ti giuro che torno a casa e mi guardo un film

Oggi per la prima volta ho sentito la nostalgia dei campi di Promozione ed Eccellenza, delle domeniche lontano dalla TV. Personalmente vivo il calcio in maniera molto leggera, come una grande passione, un grande amore, ma confinato sempre in una dimensione ludica. Mi incazzo per le partite, è ovvio, ma vittorie e sconfitte non sono questioni di vita o di morte. Leggo giornalisti e opinionisti che godono delle sconfitte del Bari, spinti da non so quale ardore nei confronti dell’ex Presidente, come se fossimo stati noi, i tifosi, a togliere a Paparesta il giocattolo.

Come se non avesse avuto due anni e l’incondizionata fiducia dell’ambiente per realizzare il suo obiettivo. Come se uno dovesse schierarsi per forza da una parte o dall’altra, Paparesta o Giancaspro, come se non si potesse tifare semplicemente per il Bari e valutare questo inizio di stagione in maniera lucida, parlando di quello che dice il campo, senza mettere in mezzo i capricci di ex opinionisti feudatari che continuano ad essere inspiegabilmente letti e commentati, al netto di un lessico povero, di un’ironia rivedibile e di una competenza tecnica tutta di dimostrare fuori dai confini baresi.

Io sto con Stellone, perché erano anni che il Bari non creava tante occasioni, perché la Serie B è un campionato lungo e gli isterisimi non fanno bene a nessuno. Non è colpa sua se tra Brescia, Entella, e il primo tempo di oggi abbiamo sprecato una decina di palle gol pulite. Non è colpa di Stellone se il contestato Maniero della prima giornata è l’unico che la butta dentro, e non è un caso che questa crisi faccia il palio con la sua assenza. L’unico demerito del mister è a mio parere il turn over tra portieri, ma personalmente non considero all’altezza né uno, né l’altro per cui sull’argomento tornerei a gennaio. Credo che il mercato sia stato un tantino sopravvalutato, soprattutto dalle seconde voci di Sky.

Sono quelli (Claudio Onofri su tutti) che dicono puntualmente che il Bari è la favorita dopo il Verona, e hanno finito per convincere anche noi. In realtà a Bari sono arrivati buoni giocatori come Fedele, un Moras tutto da vedere, Brienza che ha fatto il suo e alcuni discreti comprimari. In confronto, la campagna acquisti del Benevento è faraonica. Si fa quel che si può, e quel che si può è dare fiducia a Stellone, in un clima sereno. Posso sopportare le sconfitte, i viaggi a vuoto e ritorni con le pive nel sacco. Posso sopportare perfino la cresta di De Luca, ma non sopporto i feudatari. Sono quelli che devono a tutti costi schierarsi con un presidente o con un altro, quelli che avevano il posto in tribuna d’onore e non ce l’hanno più. Stasera stacco dai social, perché sennò finisce che ci litigo con questa gente, e io non litigo per il calcio. Piuttosto torno a casa e mi guardo un film, come dice Calcutta in una canzone che si chiama, guarda caso, “Frosinone“.

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Cristiano Carriero

Cristiano Carriero

Classe '79, calciatore mancato (troppo estroso), chitarrista mancato (suono ai falò a ferragosto), professore mancato (ho una laurea in lettere a chilometro zero). I progetti, almeno quelli, non mancano. Socialmediacoso di mestiere, giornalista per passione, canto il calcio come se fosse una storia d'amore e perdo amori come fossero partite di calcio. Ma resto un tipo sportivo: ho inventato la rubrica "U Bàr ie fort" - 100 racconti romanzati sul Bari (cristianocarriero.me) e sono il co-ideatore di Che Storia La Bari.

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