Personaggi

Gillet e Sciaudone, dura lex sed l’ex

Ho sempre avuto grande rispetto degli ex. E pure delle ex, in senso lato. Ho visto lo stadio San Nicola applaudire Tovalieri dopo una doppietta con l’Atalanta e lo stesso stadio fischiare Igor Protti, reo di aver battibeccato con Neqrouz. Noi tifosi siamo umorali, i calciatori pure, e spesso si cambia idea durante le partite per colpa di una reazione sbagliata, una protesta di troppo, un’esultanza inaspettata e fuori luogo. Io, in linea di massima, applico sugli ex giocatori gli stessi principi che regolano i miei rapporti con le ex fidanzate. Rispetto. Sorrisi. Saluti. Ma guai a far sentire le ex più amate della tua attuale fidanzata. I nostri attuali partner si chiamano Romizi, Sabelli, Galano, Ebagua. A loro va il nostro incitamento, a loro i nostri applausi, a loro il nostro amore, che viene espresso anche sotto forma di fischi alle volte.

Stare a discutere sul comportamento da attuare con Gillet e Sciaudone mi sembra tempo sprecato. Perché per il Bari quello di stasera è un crocevia importantissimo. È la gara che ci dirà se siamo in corsa per i play off o se siamo solo una compagine orgogliosa (e con un gran tifo) che sta provando a tirarsi fuori dalle zone basse della classifica. È la partita che dirà se tra noi e il Catania, altra favorita di inizio stagione, c’è un gap di qualità tecnica o se si tratta di due squadre con le stesse ambizioni deluse. Non credo ci sia tempo per pensare a Sciaudone. Il tempo di un applauso, e via con la mente alla nostra partita. Poi ognuno si regolerà di conseguenza quando toccherà il pallone. Quando protesterà (perché lo farà) con l’arbitro o quando si ritroverà a litigare con qualche ex compagno per un contrasto un po’ sopra le righe.

 

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Con Gillet sarà diverso. Perché andrà sotto quella curva dove un tempo saltava e applaudiva. Perché lui sì, ha un conto in sospeso. Ma non ce l’ha con il Bari, né il Bari ce l’ha con lui. Credo che Gillet abbia un conto in sospeso con la propria coscienza. Deve capire lui, prima di spiegarlo a noi, se davvero può considerarsi estraneo alla vicenda del calcioscommesse. Se la sua è un’omissione, o se addirittura è complice di questa brutta pagina. Chissà cosa proverà lui, chissà se in cuor suo sarà tranquillo, giocherà la partita della vita, o avrà qualche remora. Lui che aveva le chiavi della città e le ha restituite per venirsele a riprendere tra qualche anno “quando la giustizia farà luce sulla mia vicenda” ha detto. Io, nel dubbio, non lo fischierei. Perché di solito, con i fischi, si finisce per esaltare i giocatori, soprattutto i bomber e i portieri. E perché in fondo, sono sicuro che l’indifferenza sia la più grande vendetta possibile.

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Cristiano Carriero

Cristiano Carriero

Classe '79, calciatore mancato (troppo estroso), chitarrista mancato (suono ai falò a ferragosto), professore mancato (ho una laurea in lettere a chilometro zero). I progetti, almeno quelli, non mancano. Socialmediacoso di mestiere, giornalista per passione, canto il calcio come se fosse una storia d'amore e perdo amori come fossero partite di calcio. Ma resto un tipo sportivo: ho inventato la rubrica "U Bàr ie fort" - 100 racconti romanzati sul Bari (cristianocarriero.me) e sono il co-ideatore di Che Storia La Bari.

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