Personaggi

The Terminal (Il vento è cambiato)

L’Italia ha appena perso con la Costa Rica nella seconda giornata dei Mondiali brasiliani. Un 1-0 imbarazzante, ma non tanto per l’avversario (siamo riusciti a fare anche di peggio, senza andare troppo in là nel tempo), quanto per il modo in cui è maturata la sconfitta. Zero tiri, totale assenza di corsa, di carattere, per non parlare di agonismo e voglia di vincere. Ma siamo abituati bene noi baresi. Siamo tornati a essere una tifoseria di bocca buona e non tanto per il calcio champagne delle epoche Conte-Ventura, quanto per il carattere, la determinazione e l’esempio mostrato da quegli 11 ragazzi in maglia biancorossa, fermatisi a un passo dal sogno. Sembra incredibile ma è così: il Bari e la sua corsa magica verso una serie A solo rimandata hanno “condizionato” le nostre valutazioni. Inevitabile ragionare per sovrapposizioni: se Galano supera puntualmente l’uomo, perché non dovrebbe riuscirci Balotelli? Se Polenta è capace di una diagonale di 20 metri per poi uscire palla al piede dalla propria area, cos’ha Chiellini che non ne becca una oggi? Al netto di quanto accaduto tra maggio e giugno qualcuno potrebbe considerarli deliri, ma anche questo è un segnale e un sintomo di quanto accaduto.

Rimuovo subito il pensiero di un’Italia indegna, oggi torno a casa e non c’è risultato mondiale che tenga. Bari mi aspetta, insieme alla mia famiglia, gli amici e a un sogno che sta prendendo forma: “Che Storia La Bari”. Il libro è pronto, impaginato e ordinato, manca solo la ciliegina sulla torta: l’introduzione di Gianluca Paparesta. Al nuovo presidente dell’FC Bari 1908 è subito piaciuta l’idea di un racconto a più voci dell’ultima stagione. Una narrazione molto intima, da tifosi, semplici appassionati o “agnostici” convertiti e che vista ora, nel suo complesso, sembra essere già andata oltre gli effetti cercati. La sua adesione è stata subito motivo di orgoglio per il gruppo di autori, ma il periodo non è dei migliori per trovare un pertugio nella sua agenda. Ricordo ancora la telefonata per proporgli l’iniziativa:

«Distrurbo?»

«Sono in riunione, ma dimmi tutto».

Salvo scoprire, il giorno dopo dai giornali, che nell’incontro erano state completate le pratiche per il closing dell’acquisto del vecchio titolo sportivo del Bari. Oggi, poi, c’è il primo atto che avrà dirette ripercussioni sulla squadra del prossimo anno, un antipasto di mercato, immediato banco di prova per la nuova società: la soluzione delle comproprietà. Sulla plancia di comando c’è ancora Angelozzi, con un piede e mezzo (anche due per la verità) lontano da Bari, eppure professionista fino in fondo da riconoscere il massimo supporto a Paparesta, al suo esordio negli ambienti di mercato.

A dire il vero, però, sarà per gli impegni della giornata o per il pensiero fisso del libro, la storia delle comproprietà mi è completamente passata di mente. Sono in aeroporto e rileggo la bozza di “Che Storia” in formato ebook dal cellulare: sto diventando ossessivo ai limiti del paranoico. Tanto l’orgoglio e l’attesa, quanto l’ansia da prestazione e la premura di vederlo completo. A un tratto, però, alzo lo sguardo e alla coda dell’imbarco davanti al gate mi affianca una persona che credo di conoscere. Un sorriso, uno sguardo sorpreso, un saluto e d’un tratto mi ritrovo a ricevere aggiornamenti sugli esiti delle comproprietà direttamente da Gianluca Paparesta. Ha tanta adrenalina che scorre in circolo e non fa nulla per nasconderlo, continua a controllare nervosamente il cellulare, attende quell’ultimo tassello per completare l’opera e dare un chiaro messaggio all’ambiente calcio.

«È andata bene – commenta con tono deciso, quasi liberatorio -. Anche chi non ne ha voluto sapere di restare con noi, è andato via alle nostre condizioni. L’aria è cambiata e lo devono capire tutti: società, giocatori e tifosi».

Su un affare, però, manca ancora l’ufficialità: l’esito delle buste con la Roma per Sabelli.

«Forse la spuntiamo noi. Angelozzi ha fatto un ottimo lavoro». Si vede lontano un miglio che la prospettiva di strappare un nazionale Under21 a una big fa gola sotto molteplici aspetti e l’ansia di veder confermate le indiscrezioni ha raggiunto livelli altissimi. Si congeda con i soliti modi gentili e il pretesto di comprare una bottiglietta d’acqua, ma so che è un po’ di privacy che cerca.

Lo saluto e ributto lo sguardo sul cellulare: a questo punto voglio sapere subito anch’io come va a finire. Intanto è arrivato il mio turno per l’imbarco, ma la voce è ormai ufficiale: Sabelli continuerà a essere un giocatore del Bari. Roma beffata per 50-60mila euro, uno stipendio non male per alcuni, noccioline per il mondo del calcio. Un dettaglio che regala ulteriore sapore a una giornata di colpo gustosa. Bravo Gianluca, ce l’hai fatta di nuovo!

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