Le Storie

Viaggio dalla Sud alla Nord – di Gianluca Curci

Quando mi trovo a raccontare come mai tifo la Bari c’è sempre qualcuno che mi guarda con gli occhi sgranati e mi chiede: “Ma tu sei quello di Tuttobari.com?”.
In molti hanno letto la mia “lettera del tifoso” quel 5 giugno 2014, molti l’hanno condivisa sui vari social, in tanti hanno lasciato un semplice “mi piace” o addirittura un commento ma ci sono stati anche altri che sostenevano che mi fossi inventato tutto e che in ogni caso non fossi degno di tifare Bari. Scrivevano “va beh ora che il Bari va forte sono tutti tifosi del Bari” dandomi del “semplice occasionale”. Queste frasi assieme ad un senso di rabbia recondito, me le sono portate dietro per tutta l’estate fino a quando non è ricominciato il campionato. Una frase, in particolare, mi rimase impressa: quella di uno che scrisse “voglio vedere al primo freddo e alla prima pioggia se vieni ancora al San Nicola”. Quello è stato l’ultimo dei sassolini che mi sono tolto dalla scarpa con più gioia quando ha cominciato a piovere durante il secondo tempo di Bari – Modena. Ero al San Nicola in Curva Sud e io pensavo a quel commento e a quel tizio compatendolo perché chi sceglie “l’ignoranza” come stile di vita, difficilmente ha possibilità di riscattarsi.
Ad agosto, quando ho acquistato l’abbonamento sono stato a lungo indeciso se farlo alla Nord o alla Sud e quando il cassiere mi ha chiesto “e allora, quale settore?”, mi sono risolto, con rammarico, rispondendo: “Curva Sud”. Il perché della scelta è presto detto: ricordo le bestemmie di chi non era riuscito a prendere i biglietti per la Nord a Bari-Latina dei play-off e quindi ho pensato che avrei fatto meglio ad andare alla Sud per non togliere un posto a chi per la Bari ci è sempre stato prima di me; ecco, è stato un senso di rispetto nei confronti di quelli più “anziani” che mi ha fatto restare alla Sud.

LA PRIMA TRASFERTA
In questi mesi c’è stata tanta voglia di seguire la squadra a prescindere dal risultato. Ad un evento dell’associazione “LaBariSiamoNoi” ho conosciuto persone del mio paese mai viste che tifano Bari e in quel momento non mi sono sentito più una mosca bianca. E’ stato l’ingresso in un altro mondo, l’inizio di un altro modo di vivere, la passione per la squadra che prima era “in solitario” e che ora invece condividi con altri al di fuori dello stadio. Beh, lì qualcuno mi ha messo in testa che sarei dovuto andare in trasferta e così è stato.
Ho scelto proprio una bella giornata per andare in trasferta: quottordicesima di campionato di Serie B 2014/15, girone di andata, domenica 16 Novembre 2014, Crotone-Bari. Vi dice niente?
Senza pensarci due volte mi loggo su facebook e inizio a contattare quelli che mettevano gli annunci sulle varie pagine relativi ai pullman organizzati per andare a Crotone. Era il venerdì pomeriggio; contatto il primo, niente! Contatto il secondo, tutto pieno! Contatto il terzo, piombo pure là! “ma se vuoi,” mi dicono, “contatta questa persona che forse un posto in macchina esce.” Whatsapp di là, Whatsapp di qua et voilà trovo 3 persone “sconosciute” di Bitritto per andare a Crotone in trasferta e quindi con un po’ di incoscienza mi aggrego a loro. Sono Cecco, Franco e Paolo. Cecco fa addirittura il biglietto al Bar Viola per me: un motivo in più per fidarsi, no?!? Oltretutto, dai profili di facebook sembrano brave persone. Tutto pronto la sera prima, zaino, panini, sciarpa, tessera del tifoso e documenti. Arriva il messaggio: “Ci vediamo domani mattina alle 7.30 all’Agip”. E’ fatta!
La mattina mi sveglio presto come se dovessi andare a lavorare, colazione veloce al bar e via, 60 Km di statale fino a Bitritto. Incontro questi “sconosciuti” e partiamo. 300 Km di racconti, tra cui anche il mio. 300 Km a guardare fuori dal finestrino, sconvolto e felice nel vedere quanti eravamo ad andare nella stessa direzione. Sorpassavamo decine di macchine con il cruscotto cinto di bianco e rosso. Strombazzate di clacson tra baresi. Immagini di pullman sorpassati pieni di gente in piedi con le mani alzate al ciel a cui la mia mente aggiungeva un sonoro cantato del tipo “…vengo al di la del risultato… c’ero ci sono e ci sarò”.
Arriviamo a Crotone e mi vengono in mente le parole di qualche sera prima di Riccardo: “Ma tu sei pazzo ad andare per la prima volta con degli sconosciuti a Crotone?! Tu non hai idea di cosa sono le trasferte. Una volta ci hanno preso a sassate l’auto! Senti a me lascia stare Crotone e fai il biglietto aereo per venire a Cittadella con noi!”. Nella mia mente rispondevo: “Tranguill Riccà!!! Per Cittadella ho già fatto il biglietto!”.
Una volta giunti a Crotone nessuno aveva portato bandiere. Solo uno striscione. Mangia lì rischiava la panchina.
Controlli-biglietto-tornello e sono dentro. “Ma che razza di stadio è questo?” è la prima cosa che penso un po’ deluso non appena entro; io che oltre al San Nicola non ho mai visto nessun altro stadio. In effetti poi ci penso e realizzo che in realtà siamo noi ad avere lo stadio da serie A: e che te dico a fare!!!
Inizia la partita, la prima volta a cantare a squarciagola, senza che nessuno si girasse a guardarti come un alieno (visto che a quanto pare in curva Sud si canta solo in certe occasioni), la prima volta che non sentivo commenti da ex CT della nazionale dal mio vicino che invece saltava, cantava e beveva fiumi di Peroni insieme a me e ad altre 800 persone; non c’erano i tirapiedi e non c’erano neanche quelli che leggevano la Gazzetta durante la partita!!!
E’ lì che realizzo “Cazzo!!! Questa è la NORD!!! E’ lì che voglio andare!!!
Dopo un primo tempo deludente, sotto di un gol, arrivati a metà della ripresa ci dicono “Ragazzi tra cinque minuti, alle quattro e mezza se non pareggiano scendiamo tutti giù e lasciamo il settore vuoto!!!” Neanche il tempo di finire di dirlo che arriva il raddoppio del Crotone. “OK non aspettiamo le quattro e mezza. Tutti giù!!!”.
Tutti demoralizzati scendiamo dagli spalti; settore ospiti deserto qualcuno sbirciava dai vetri e, ahimè, assiste anche al terzo gol del Crotone. Io ho preferito non vederlo. Finita la partita, un’ora di attesa per uscire dallo stadio e già pensavo a quanto dovevano essere pallosi i 300 Km della strada del ritorno dopo la sconfitta. In macchina abbiamo saputo dell’esonero di Mangia dopo di che ricordo solo di essermi svegliato una volta arrivato in Puglia che già pensavo a Cittadella-Bari del 13 dicembre dove avrei visto il Bari vincere grazie proprio a quel giocatore che Mangia teneva in panchina: Minala.
Il giorno dopo mando il messaggio a Riccardo: “Troppo bella la trasferta. Ieri, non ce l’ho fatta, sono andato comunque a Crotone”… “Oh… ma sto Bari Club a Trani si fa o no?!”; nel frattempo il nuovo Mister, Davide Nicola, resettava il Bari che avrebbe vinto in casa anche contro il Trapani. Io ero sempre alla Sud e guardavo la Nord e pensavo che era lì che volevo essere.

IL SUPPORTER’S DAY e LA CURVA NORD

Sto lavorando e mi arriva il seguente messaggio “ti comunichiamo che parteciperai al prossimo supporter’s day”!!! E VAI!!!! Bari – Latina è la prossima. Sabato 20 dicembre alle ore 12.00 alla Porta 1!
Con mio figlio alle 11.45 eravamo già là! Sciarpa e pallone della Serie B da farci autografare.
Non sto a raccontarvi la gioia di mio figlio quando in macchina gli ho spiegato dove stavamo andando visto che per una settimana sono riuscito a non farmi scappare nulla, neanche un indizio e questo è strano da parte mia!
Entriamo negli uffici, gadget omaggio, sala stampa, spogliatoi, tunnel, ingresso in campo, panchine, giro del campo, saluto a 5 giocatori con raccolta degli autografi di Donnarumma, Defendi, Caputo, Filippini e Gomelt e poi ci saremmo dovuti vedere la partita in tribuna ma io, insieme ad altri, decido di andare alla Nord. Entrato alla Nord mi sembrava di essere nel mondo dei balocchi: mai vista tanta gente in curva da Bari-Latina! Ah vero: io andavo alla Sud…
Salgo e chi trovo? Cecco e Franco, quelli con cui sono andato a Crotone, che fanno fatica a credere che fossi io! Vado a salutarli e mentre parlo con Cecco sento Franco che racconta per sommi capi la mia strana storia ad un suo amico lì con lui. Li saluto e vado a prendere posto vicino ad altri amici che avevo conosciuto a Cittadella. A mio figlio chiedo di andare a prendere posto sulla gradinata in modo che se si stancava poteva sedersi, invece alla fine è voluto rimanere in piedi perché doveva stare vicino alla bandiera che sventolava Vito abbarbicato su un corrimano.
Quel nano infame di mio figlio è stato in piedi per 5 ore girando per tutto lo stadio per cantare ed esultare in Curva Nord vicino alla bandiera senza lamentarsi, e invece, quando usciamo a piedi per fare una passeggiata, dopo 10 metri dice che è stanco e vuole che lo prenda in braccio!
L’aria che ho respirato alla Nord ricca di passione è una cosa che in altri stadi (ho sentito dire) possono soltanto sognarsi, e in effetti non posso che concordare perché la prima volta alla Nord non si scorda mai. Le altre volte stando alla Sud mi sentivo come uno spettatore del San Nicola e invece, in quel momento mi sentivo parte della compagnia teatrale e di quegli attori che ogni volta scendono in campo come il 12° uomo e mettono in scena uno spettacolo unico, simbolo dell’attaccamento alla squadra e a questa città.
Dopo quella partita abbiamo fondato il BARI CLUB Trani di cui vedrete lo striscione in campo nella prossima partita contro il Virtus Entella e a breve, in un modo o nell’altro, riuscirò a venire stabilmente in Curva Nord!!!
E’ vero che in fin dei conti io tifo la Bari perché ho sbagliato a prendere uno svincolo della statale, ma posso essere ancora chiamato “occasionale”?!

Gianluca Curci, 34 anni, allergico al calcio fino a un anno fa, padre di due grandi mini tifosi del Bari e marito di una splendida siciliana che si diverte a prenderlo in giro se la Bari perde una partita. Passione per le auto d’epoca, runner da qualche anno. Obiettivi? Vedere la Bari in serie A e correre una maratona per 42 Km e 195 m.

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